Che cosa è la Privacy Policy?

La Privacy Policy è un documento obbligatorio per i siti internet che indica la modalità del trattamento dei dati personali. Non sottovalutate le sanzioni previste e soprattutto attenzione agli aggiornamenti del GDPR dal 25 maggio 2018.

Hilary Renga
#Seo / #Azienda
Privacy Policy New

Ma anche voi, come me, avete la casella email invasa di newsletter di aggiornamenti/corsi/formazione/chi-più-ne-ha-più-ne-metta riguardanti la privacy policy? E questo benedetto GDPR (per tanti GPDR o DGPR, a fantasia insomma) che sembra essere diventato un vero e proprio incubo? Diciamo che il pubblico del web si divide in due parti: quelli troppo spaventati, che chiedono consensi firmati anche poter guardare negli occhi il cliente... e quelli troppo poco preoccupati, un po' incoscienti anche delle salate multe previste. Insomma, facciamo un po' di chiarezza, mettiamo in ordine le informazioni riguardo questo spinoso argomento.


Che cosa è la privacy policy?

E' un documento che descrive nella maniera più dettagliata e chiara possibile le modalità di gestione e trattamento dei dati personali degli utenti e dei visitatori del sito internet da parte dell'azienda. Per dati personali non si intende solo nome, cognome o indirizzo email ma anche Cookie impiegati da Google Analytics, quindi per il tracciamento del comportamento dell'utente sul sito internet.
Il documento si divide in più paragrafi, nei quali vengono indicati: il TITOLARE del trattamento dei dati, i DIRITTI degli utenti, il LUOGO e la FINALITA' del trattamento, la TIPOLOGIA dei dati trattati, i COOKIES che vengono rilasciati dal sito internet, la CONSERVAZIONE dei dati, i LINK a contenuti esterni ed anche le modalità per modificare le impostazioni.


Privacy Policy: multe e sanzioni

É obbligatoria per legge, un sito internet sprovvisto potrebbe incappare in sanzioni e multe anche molto pesanti, partono da un minimo di Euro 3.000 ad un massimo di Euro 50.000. E chi controlla? Il Garante della Privacy. Come? Può agire per segnalazione da parte di un utente, quindi se un simpatico vostro “amico” decide di segnalare il vostro sito internet attualmente sprovvisto innesca un meccanismo di controlli (e di sanzioni) immediato; oppure per controlli di altra natura come quelli eseguiti dalla Guardia di Finanza.
Secondo voi, vale la pena rischiare? Mmmh, secondo noi no!


Chi scrive il documento della Privacy Policy?

Ai nostri clienti consigliamo due strade possibili. La prima, più dispendiosa ma sicuramente più attenta e precisa (magari utile anche per mettere in ordine tutte le nomine dei responsabili del trattamento dei dati interne all'azienda, non solo per quanto riguarda il sito internet), è quella di contattare un avvocato esperto nel settore e farla scrivere direttamente da lui. L'altra, più economica, è quella di rivolgersi a siti internet dedicati (ad esempio Iubenda.com) che generano il documento in base alle informazioni date, dopo ovviamente aver contattato il tecnico di riferimento del sito per comprenderne al 100% il comportamento.
Nota Bene: le Privacy Policy non sono testi standard, devono essere redatti esaminando l'effettiva modalità di trattamento dei dati all'interno dell'azienda. Quindi il “copia-incolla” (di cui fanno uso tantissimi siti internet) è spesso controproducente se effettivamente non corrisponde al 100% con la vostra realtà aziendale.


E questo nuovo GDPR che cosa è?

Privacy GDPR

GDPR è l'acronimo di General Data Protection Regulation
, ovvero il regolamento europeo riguardante proprio la Privacy, operativo dal 25 maggio 2018. Si tratta di un testo che prova ad armonizzare tutte le leggi europee sul trattamento dei dati personali e, quindi, sul controllo delle nostre informazioni. Ma è davvero una rivoluzione rispetto alle regole precedenti? Sì, assolutamente sì. Anche sulle piccole aziende ha avuto un grande impatto. Tra i principali obblighi del GDPR ci sono:
*     richiesta di consenso in forma chiara ed esplicita
*     istituzione di un registro delle attività
*     notifica delle violazioni entro 72 ore


Ma veniamo alla parte interessante, le multe (così possiamo ulteriormente preoccupare i catastrofici e forse solleticare invece i pacifici): a seconda della gravità scatta la sanzione, primo scaglione fino ad un massimo di 10 milioni di euro (o 2% del fatturato se superiore), secondo scaglione fino ad un massimo di 20 milioni (o 4% del fatturato se superiore).
Un motivo in più per non sottovalutare l'argomento ve l'abbiamo fornito, questo è sicuro! Per ulteriori informazioni o chiarimenti, non esitate a contattarci siamo a vostra disposizione.
 

Hilary Renga Head of SEO

Responsabile del SEO presso Glacom, copywriter curiosa, creativa e testarda. Il mio asso nella manica? Non aver abbandonato mai la fase infantile del “perchè? E perchè?”...l’unica arma vincente per scoprire e fare sempre cose nuove.