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Bando Safe Working Regione Lombardia

Bando Safe Working della Regione Lombardia: riaprire in sicurezza le attività grazie ai finanziamenti per l'acquisto di DPI.

Redazione
Redazione · 16 Settembre 2020
La Regione Lombardia ha pubblicato un bando finalizzato a sostenere le micro e piccole imprese della regione operanti nei settori del commercio al dettaglio, dei pubblici esercizi (bar e ristoranti), dell’artigianato, del manifatturiero, dell’edilizia, dei servizi, dell’istruzione e dello sport, sostanzialmente tutti i settori che sono stati oggetto di chiusura obbligatoria in conseguenza all’emergenza epidemiologica Covid-19, al fine di adottare le misure adeguate alla ripresa in sicurezza dell’attività d’impresa sia per i lavoratori, sia per i clienti/utenti, sia per i fornitori.

Questo bando è stato attivato prima del decreto legge rilancio e si sovrappone per intento e oggetto ai crediti d’imposta descritti nel precedente post.

L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto, fino al 60% delle spese ammesse per le piccole imprese (limite di 50 dipendenti e un fatturato o un totale attivo inferiore o uguale a 10 milioni) e fino al 70% per le micro imprese (limite di 10 dipendenti e con un fatturato o un totale attivo inferiore o uguale a 2 milioni).  Il contributo è concesso nel limite massimo di 25.000 euro e l’investimento minimo è fissato in 2.000 euro (con spese sostenute a partire dal 22 marzo 2020), la regione ha stanziato € 19.180.000. Le domande di contributo dovranno essere presentate a Unioncamere Lombardia esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito http://webtelemaco.infocamere.it e dovranno pervenire entro e non oltre il 10 novembre 2020. Il contributo è erogato ai beneficiari in esito alla verifica positiva da parte di Unioncamere Lombardia della documentazione trasmessa con la domanda di contributo, entro 50 giorni a decorrere dalla presentazione della domanda.
È importante sottolineare come il bando preveda tra le aziende a cui possono accedere al contributo anche le imprese la cui attività era tra quelle consentite, ma che hanno deciso di introdurre lo smart working per tutti i dipendenti, ad eccezione di quelli le cui mansioni devono essere svolte interamente fuori dalla sede dell’impresa (a titolo esemplificativo autisti, trasportatori, vigilanti, addetti alle pulizie, etc). Sono esclusi dal conteggio i lavoratori per i quali è stata attivata la cassa integrazione; mentre sono state escluse dal bando safe working le aziende che erano consentite dal DPCM e le imprese che hanno esercitato in deroga.


Istruttoria del bando Safe Working

L’assegnazione del contributo avverrà sulla base di una procedura valutativa “a sportello” a rendicontazione secondo l’ordine cronologico di invio telematico della richiesta e fino ad esaurimento delle risorse a disposizione.
L’istruttoria di ammissibilità formale delle domande è finalizzata alla verifica dei seguenti aspetti e requisiti:
- rispetto dei termini per l’inoltro della domanda;
- completezza dei contenuti, regolarità formale e sostanziale della documentazione prodotta e sua conformità rispetto a quanto richiesto dal Bando;
- sussistenza dei requisiti soggettivi previsti dal Bando;
- correttezza dei giustificativi di spesa.

Le imprese richiedenti riceveranno una valutazione, con un punteggio da 0 a 100.

Criteri di valutazione del punteggio:

1.coerenza con le finalità del bando; 0- 30
2. rilevanza dei lavori di adattamento strutturale e di riorganizzazione degli spazi e dei flussi atti a garantire il livello di sicurezza; 0- 30
3.coerenza degli interventi con le disposizioni nazionali e regionali per la riapertura delle attività 0- 30
4.efficacia dell’azione formativa coerente con le necessità di contenimento dell’epidemia e di ripresa in sicurezza dell’attività a beneficio di dipendenti e clienti/utenti. 0- 10

Totale 100

Le imprese in possesso dei requisiti di ammissibilità che abbiano ottenuto una valutazione non inferiore a 40 punti saranno ammesse in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda.
Finanza agevolata aziende


Investimenti finanziabili con il bando safe working Lombardia

Sono ammissibili gli interventi relativi a:
- acquisto di macchinari per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali;
- acquisto di strumenti di aerazione, sia tramite apparecchi di filtraggio e purificazione dell’aria, sia attraverso sistemi di aerazione meccanica alternativi al ricircolo;
- acquisto di strumenti di igienizzazione per i clienti/utenti, per i prodotti commercializzati e per gli spazi che prevedono la presenza per un tempo superiore ai 15 minuti da parte dei diversi clienti/utenti, anche in coerenza con le indicazioni delle Autorità Sanitarie;
 - realizzazione di interventi strutturali o temporanei nonché acquisto di arredi atti a garantire il rispetto delle misure di distanziamento sociale prescritte dalla normativa sia tra i lavoratori che tra i clienti/utenti;
- acquisto di prestazioni e/o strumenti relativi al monitoraggio e controllo dell’affollamento dei locali;
- acquisto di strumentazione atta a misurare la temperatura corporea a distanza (es. termoscanner all’ingresso degli esercizi):
 - sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali;
 - predisposizione di strumenti di comunicazione (segnaletica);
 - interventi formativi sulle prescrizioni e sui protocolli da adottare nell’ambito dell’esercizio di attività anche in complementarietà con le iniziative che saranno attivate da altri soggetti pubblici (es. INAIL).

Gli interventi devono essere realizzati unicamente presso la sede operativa o l’unità locale ubicata in Lombardia, oggetto di intervento. In presenza di più unità locali ubicate in Lombardia, l’impresa dovrà sceglierne una sola ed indicarla in fase di domanda.  

Il bando per certe categorie di acquisti e costi ha previsto dei limiti di spesa:
1. dispositivi di protezione individuale rischio infezione COVID-19 (mascherine chirurgiche o filtranti, guanti in nitrile o vinile, occhiali, tute, cuffie, camici, soluzione idroalcolica igienizzante mani e altri DPI in conformità a quanto previsto dalle indicazioni della autorità sanitarie), possono essere spesati nel limite di 1.000 euro per impresa;
2. servizi di sanificazione e disinfezione degli ambienti, ha un limite di 2.000 euro per impresa;
3. costi per tamponi per il personale dipendente o altri strumenti diagnostici comunque suggeriti dal medico competente in conformità alle indicazioni dell’Autorità Sanitaria, ha un limite massimo di 1.000 euro per impresa;
4. spese di formazione sulla sicurezza sanitaria, sulle prescrizioni e sui protocolli da adottare nell’ambito dell’esercizio di attività anche in complementarietà con le iniziative che saranno attivate da altri soggetti pubblici come l’INAIL, ha un limite di 2.000 euro per impresa.


Conclusioni

Il contributo a fondo perduto è volto a sostenere gli interventi strutturali riguardanti la sicurezza sanitaria a favore delle micro e piccole imprese lombarde che sono state oggetto di chiusura obbligatoria o che hanno deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti. Il bando non esclude l’ammissione alle stesse spese anche per altri contributi, pertanto a fronte delle stesse spese le PMI Lombarde possono beneficiare del bando safe working e del credito d’imposta messo a disposizione con il decreto Rilancio.
 
L'incentivo si configura come un click-day e le risorse disponibili sono fino ad esaurimento, pertanto prima si inoltra la richiesta più alte sono le possibilità di poter accedere al contributo.

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