Credito d'imposta per spese in ricerca e sviluppo 2019

Paolo Angelone
#Finance
Finanza credito imposta

Cosa è il credito d'imposta R&S?
Il credito d’imposta in ricerca e sviluppo è uno strumento di finanza agevolata diretto ad incentivare gli investimenti in innovazione delle imprese.
Quest’agevolazione, istituita col decreto legge 145 del 2013, e concepita all’interno del piano nazionale impresa 4.0, è indirizzata a qualsiasi tipo d’impresa che investa in questi ambiti, a prescindere da dimensioni, settore operativo, regime contabile o forma giuridica.
Occorre precisare che questo incentivo è stato recentemente riformato dalla legge di bilancio 2019, quindi le seguenti disposizioni sono valide per le agevolazioni ottenibili nel 2020 a valere sulle spese in R&S sostenute nel 2019. Mentre per le spese in R&S sostenute nel 2018, che saranno poi agevolabili lungo il 2019, le disposizioni di legge sono differenti.


Che cosa si intende per ricerca e sviluppo?

Innanzitutto occorre delimitare il concetto di ricerca e sviluppo. Per ricerca si intende l’insieme di studi, indagini ed esperimenti volti all’acquisizione di nuove conoscenze, possono avere sia una finalità generica - semplicemente conoscitiva - che specifica - relativa ad un singolo processo o prodotto.
Per sviluppo si intende l’applicazione delle conoscenze possedute nella produzione di materiali, dispositivi, processi, sistemi o servizi, nuovi o sostanzialmente migliorati.
In ogni caso non rientrano in queste definizioni modifiche ordinare o periodiche a processi produttivi o servizi esistenti.


Caratteristiche dell’agevolazione

In base alle ultime disposizioni il contributo consiste in un credito d’imposta che varia dal 25 al 50% dell’incremento delle spese in R&S sostenute nell’anno in cui si intende beneficiare dell’incentivo, rispetto alla media delle medesime spese sostenute nel triennio 2012,2013,2014. Si può usufruire di questo bonus a patto che le spese nell’anno oggetto dell’agevolazione siano almeno di € 30.000, in ogni caso l’importo massimo agevolabile è di € 10 milioni.


Come si determina il credito?

Relativamente ad ogni progetto di ricerca e sviluppo intrapreso da un’azienda, le voci agevolabili al 50% sono 2:
1. Costo del personale dipendente e non dipendente impiegato, ovvero tutte le componenti del costo del lavoro sostenuto dall’impresa: retribuzione lorda prima delle imposte, contributi obbligatori, TFR, premi di produzione. Il costo è calcolato a livello orario e poi moltiplicato per le ore effettivamente svolte in attività di R&S. Ciò può essere riassunto dal seguente modello:
2. Spese relative a contratti con università, enti di ricerca e simili, con altre imprese e con professionisti autonomi.


Le voci di spesa agevolabili al 25% sono 3:
1. Quote di ammortamenti di strumenti, attrezzature e laboratorio ponderate in base alle ore effettivamente svolte nel progetto
2. Spese per competenze tecniche, privative industriali ed altri beni o servizi immateriali indispensabili allo sviluppo del progetto (ad esempio corsi di formazione o acquisto di software)
3. Spese per l’acquisto di materiali direttamente utilizzati nel progetto.

Infine sono agevolabili completamente le spese per la certificazione contabile di tutte le suddette voci, fino ad un limite di 5.000, quest’ultima voce di spesa è utilizzabile solo dalle imprese che non sono soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale.

Esempio
tab 6



Come usufruire dell’agevolazione?

L’incentivo è in vigore fino al 2020, se ne può accedere in maniera automatica con cadenza annuale in fase di redazione di bilancio tramite la seguente procedura:
  • Contabilizzazione del livello del credito spettante
  • Redazione di una relazione tecnica sul progetto
  • Redazione di un documento che attesti l’impiego effettivo di lavoratori nel progetto
  • Dichiarazione di legittimità tramite la revisione legale
  • Inserimento del credito nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si sono sostenute le spese da agevolare
  • Utilizzo del credito in compensazione alle imposte erariali a partire dall’esercizio successivo a quello in cui è stato sviluppato il progetto di R&S
  • Inserimento del credito nel bilancio dell’esercizio in cui sono state sostenute le spese ed allegare ad esso tutta la documentazione
Si specifica che il credito non concorre alla formazione di reddito imponibile.

Conclusioni

In una fase storica in cui il regolamento De Minimis, di fatto vieta aiuti statali sostanziali a beneficio delle imprese, strumenti come il credito d’imposta diventano d’importanza cruciale per incentivare l’innovazione e sostenere gli investimenti aziendali. Inoltre, a differenza dei bandi tradizionali, questo bonus, non ha scadenze entro le quali si deve presentare la domanda, ma si può accedere automaticamente in fase di redazione di bilancio, il che lo smarca dalla possibilità di vincita/perdita che caratterizza appunto i bandi tradizionali.
Un altro punto di forza di questo contributo è che se ne può godere in maniera cumulabile con altre agevolazioni, come ad esempio: l’iperammortamento, la nuova sabatini, ecc.

Paolo Angelone Finance

Con laurea magistrale in economia, è il responsabile in Glacom dello studio e della ricerca di nuovi bandi e agevolazioni per le PMI. I numeri non gli hanno mai fatto paura, i documenti sono il suo pane quotidiano!

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